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Voci che non si dimenticano facilmente

Scritto da Enzo Del Pizzo (Redazione), giovedì 28 marzo 2013 09.15.51

Ultimo aggiornamento giovedì 28 marzo 2013 09.16.05

di Enzo Del Pizzo - Con l'arrivo delle festività pasquali la nostra mente vola alla ricerca di momenti di grande commozione; tra questi momenti spiccano, sicuramente, i "Battenti", rappresentati da uomini incappucciati che eseguono canti (tutte quartine attribuite al Metastasio) che narrano la passione e morte di N.S. Gesù Cristo.

Da secoli essi vengono interpretati dalle più belle voci che hanno scritto (e scrivono tuttora) la storia delle tradizioni musicali e religiose della Costa d'Amalfi. In particolare, sono due i centri costieri (Minori e Ravello) che hanno sempre avuto i migliori gruppi, all'interno dei quali vi sono sempre state le più belle voci soliste. I Battenti di Minori si sono formati nelle due Confraternite (tuttora attive) nate nel 500: la prima, del SS. Sacramento, presso la Congrega posta alle spalle della Basilica di Santa Trofimena, identificata come la Congrega dei Battenti che, il Giovedì e Venerdì Santo, cantano a Tono 'e vascio.

L'altra, della Madonna del Rosario, in Villamena all'origine e, successivamente, in Santa Lucia, i cui Battenti cantano (ma solo nella mattinata del Venerdì Santo) a Tono 'e coppe. In entrambi i cori esistevano (ed esistono tuttora) grandi interpreti (voci tenorili) che mettono in risalto l'assolo, meglio conosciuto come "Voce solista terzaiola". Lo sviluppo dell'andamento melodico del canto permette al solista di esprimersi al meglio, magnificando il contenuto della quartina al terzo verso, e dell'intera quartina del "Già trafitto".

E allora ricordiamo volentieri quelli che si sono distinti, nel tempo, per la loro voce angelica, quasi celestiale, capace di strappare la commozione e le lacrime anche al più freddo e distaccato spettatore. Pasquale Lepre (falegname) - Pasquale Savastano (costruttore di tetti tradizionali) - Rolando Dumas (contadino, da Ravello, originario di Romagnano al Monte, noto col soprannome di Tummasino 'e Parlachiano) - Gerardo Antonio Buonocore (detto Totonno 'o sarto) - Vincenzo Esposito (contadino) - Vincenzo Farace (barbiere, detto 'o cavaliere) - Luigi Infante (muratore) - Pasquale Ardito (contadino) - Alfonso Apicella sr (panettiere detto Alfonso 'Arasme) - Antonio Pappalardo (pastaio, detto Tonino 'o guarraguarro) - Raffaele del Pizzo (maestro elem.) - Enzo Lembo (cantante..., la voce che piaceva a Jaqueline Kennedy, detto Cardalano) - Giuseppe Testasecca (ebanista) - Gennaro Infante (cartaio, detto Tetillo) - Teodoro Buonocore (sarto) - Salvatore Criscuolo (barbiere, detto 'o Negus) - Carmine Galibardi (muratore, detto Cardarella) - Gennaro D'Amato (commerciante, detto Gennarone) - Giuseppe Proto (insegnante, detto 'o cantatore).

E' ancora vivo il ricordo dell'omaggio reso dai Battenti di Minori alla memoria del compianto Rolando Dumas, la mattina del 16 Aprile 1976, Venerdì Santo: il buon cittadino ravellese, deceduto il 1° Aprile di quell'anno, aveva deliziato per lunghi anni l'esigente popolo minorese con la sua splendida voce, nel gruppo di quei Battenti. E allora quella mattina, sotto le finestre della sua casa posta sulla stradina di Torello, all'incrocio con la pedonale "Santa Croce" che conduce a Villamena di Minori, i Battenti ricordarono ai più giovani del Gruppo chi era Tummasino 'e Parlachiano e, dopo aver pregato per la sua anima eletta, cantarono divinamente.

I Battenti di Ravello si esprimevano, e si esprimono ancora oggi, in una sola linea melodica che si accosta, in buona parte, al Tono 'e coppe di Minori, ma si distacca da esso nell'andamento armonico, in conseguenza dell'innesto di polifonia (non esistente all'origine) avvenuto negli anni '60. In ogni caso, anche nei Battenti di Ravello si ricordano le voci classiche soliste che hanno messo in risalto il famoso terzo verso delle varie quartine e del "Già trafitto" di cui è fatto cenno sopra.

Le migliori voci di Ravello sono: Ferdinando Amato (contadino, detto Ferdinando 'e Masullo) - Pantaleone Palumbo (muratore, detto Mastu Giggino) - Mario Amato (muratore, detto 'o capubanda) - Salvatore Palumbo (maitre d'hotel) - Pasquale Palumbo fu Salvatore (insegnante di musica) - Pantaleone Sammarco (flautista e maestro orologiaio) - Pantaleone Gambardella (ebanista) - Antonio Amato (imprenditore edile e scultore, detto Antonio 'e Mastu Ciccio) - Aldo Serretiello (parrucchiere) - Mario Schiavo fu Giulio (bancario) - Giuseppe Palumbo (geometra).

Nonostante il mutar dei tempi, che inesorabilmente indirizzano i giovani verso altri interessi, i Battenti di Minori e Ravello continuano a registrare adesioni per la celebrazione delle funzioni sacre della Settimana Santa, contribuendo ad arricchire il patrimonio delle nostre tradizioni canore, con le voci che di certo non si dimenticheranno facilmente.

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